Hey 🙂
Sono Martina!
Nata e cresciuta tra le montagne della Valle d’Aosta, ho sempre avuto le radici ben salde al territorio. Dopo gli studi all’Institut Agricole Régional la vita ha preso però una rotta inaspettata che mi ha portata nella capitale, a frequentare l’Accademia delle Arti Orafe.
Nei due anni trascorsi a Roma mi è stata tramandata l’antica arte dell’oreficeria e al mio ritorno in Valle ho deciso di farla un po’ mia, dedicandomi in particolar modo alla realizzazioni di gioielli in bronzo con la tecnica della cera persa e dando vita al mio piccolo brand: Armaù, gioielli di montagna,
Parallelamente è arrivato il lavoro in rifugio, prima una buona occasione per mettere da parte qualche soldo, si è presto rivelato essere molto di più. Anno dopo anno il Vittorio Emanuele e la Valsavarenche sono diventati una seconda casa e così eccomi ad alternare la vita da artigiana a quella da rifugista “and everything in between. “.
Classe ’98, mi definiscono solare, dinamica e semplice. Testarda anche e piuttosto contraddittoria.
Sono quella a cui piacciono le novità ma che fa sempre piani (che poi non segue). Quella che ama passare del tempo da sola ma che si deprime se non può socializzare, quella che ama passare le giornate all’aria aperta ma che non disdegna le giornate piovose passate in studio a creare, leggere e scrivere.
Di sicuro sono una creativa e una curiosa. Mi piace osservare il mondo, le persone, i dettagli. Curiosare, scoprire e avventurarmi in situazioni che non conosco.

Martinà à la montagne
Era una sera d’estate in rifugio, non ricordo se di luglio o agosto.
Asciugavo bicchieri dietro al bancone in compagnia di Sebastien e Olivier, che dopo aver dato la buonanotte ai loro clienti si facevano la loro solita grappetta in allegria.
Quella al miele se non ricordo male.
Chiacchieravamo tranquilli del più e del meno, quando Sebastien se n’è uscito con “Martinà à la montagne”.
Mi ha chiesto se avessi mai letto il libro e alla mia risposta negativa mi ha raccontato che in Francia esiste un libricino per bambini che racconta le avventure di Martina in montagna, “Martine à la montagne” appunto.
Da lì hanno iniziato a chiamarmi così, cambiando però la “e” finale con quella A accentata perché hey, loro sono francesi e l’accento alle parole italiane sono soliti metterlo un po’ dove gli pare.
Mi è piaciuto, l’ho fatto mio ed eccolo diventare il luogo in cui raccontare e raccontarmi!
Spesso dico che mi sarebbe piaciuto essere un pirata, guardare orgogliosa l’orizzonte dalla prua della mia nave, libera e con i capelli al vento, dritta verso il prossimo galeone da abbordare. Ma ahimè. sono nata tra i monti.



