
COSA FARE
DUE CHIACCHIERE SULLA CERA PERSA.
Facciamo due chiacchiere sulla cera persa! Ecco un articoletto in risposta a ogni volta che qualcuno è rimasto con un’espressione perplessa dopo aver sentito la frase “creo gioielli con la tecnica della cera persa“.
Cera Persa
La lavorazione a cera persa è un’antichissima tecnica scultorea che prevede l’impiego della cera per creare un modello della statua da realizzare. Attorno al modello viene poi creato uno stampo negativo in gesso dentro il quale viene colato il metallo fuso, creando così la statua.
Brevi, anzi brevissimi, cenni storici

La tecnica della cera persa ha origini assai antiche, pare sia stata introdotta già nell’età del bronzo (parliamo del 3500 a.C.) per poi essere ampiamente utilizzata dalle popolazioni sarde, romane e greche!
Dopo essersi persa nel corso del Medioevo, venne ripresa nel periodo rinascimentale assieme a molte altre tecniche classiche, perché più vantaggiosa rispetto alla lavorazione della pietra.
Lavorando a cera persa è infatti possibile creare statue più leggere perché vuote dentro (utilizzando il cosiddetto metodo indiretto, ovvero creando il modello in cera su di un altro modello in creta) e ricche di minuziosi dettagli, riportati fedelmente sul metallo.
Questa ultima caratteristica, nel campo della gioielleria consente di creare gioielli dalle forme più artistiche che sarebbe impossibile ottenere con le classiche tecniche di oreficeria.
Cera persa in gioielleria – nella pratica
Tutta bella la pappardella iniziale, però, nella pratica come nasce un gioiello Armaù (o un qualsiasi altro gioiello lavorato a cera persa)?

- L’artista (che in questo caso dovrei essere io) crea un modello del gioiello utilizzando diversi tipi di cera e diverse tecniche*.
- Una volta terminato il modello, viene aggiunto un canale di entrata/uscita, sempre in cera. Banalmente, si tratta di uno o più piccoli cilindretti saldati sul retro o in zone poco visibili del gioiello.
- Di solito, in base alla dimensione, più gioielli vengono saldati su di un albero (un cilindro centrale più grosso) attraverso i canali di entrata/uscita a mo’ di grappolo.
- L’albero con tutti i gioielli è posto in un cilindro metallico che viene riempito di gesso, creando uno stampo in negativo.
- Scaldando il calco, la cera scioglie e lascia lo spazio per la seguente colatura del metallo fuso.
- Ogni gioiello è staccato dell’albero, privato del getto di entrata/uscita, rifinito, limato e lucidato.
*Nello specifico, i miei gioielli sono quasi sempre realizzati a partire dalla combinazione di una cera “morbida” e di una “da iniezione” utilizzando diverse tecniche di cui parleremo un giorno, forse.
Piccolo focus sulla cera
Il materiale fondamentale che utilizzo quotidianamente è una particolare cera orafa. A dire il vero, esistono diverse tipologie differenti le cui tre principali sono: morbida, dura e limabile.
La cera limabile è un blocchetto molto compatto che si lavora con gli attrezzi e le tecniche dell’oreficeria base (lime, seghetti ecc.) lavorando “a togliere”, come uno scultore che tira fuori una statua a partire da un pezzo di legno o pietra.. Questa cera si presta poco alla lavorazione con il calore ed è adatta alla creazione di gioielli dalle forme più geometriche. Si trova sia in blocchetti dal diverso spessore che in profilati fatti apposta per la creazione di anelli.
La cera morbida (quella che utilizzo maggiormente) è molto più malleabile, si può tagliare e lavorare facilmente e si lavora con il calore. A sua volta si può trovare in lastrine di vario spessore e fili dal diverso diametro.
La cera dura (o da iniezione) è un particolare tipo di cera che viene utilizzato dalle fonderie specializzate da iniettare dentro alle gomme siliconiche (stampi che permettono di creare più copie dei gioielli o di alcune loro parti). Noi possiamo utilizzare questa cera per creare bassorilievi e sculture a tutto tondo poiché la sua struttura permette di essere scolpita con molta precisione, senza sfaldarsi.
Unendo cera morbida e cera dura si può creare la cera mista, che si rivela molto elastica e ottima per la realizzazione di lastrine da usare per la lavorazione a sbalzo o cesello.
Il metallo di fusione
La fusione può essere effettuata in diversi metalli. I principali nell’ambito orafo sono l’oro, l’argento, il bronzo e l’ottone.
Tutti i gioielli Armaù sono realizzati in Bronzo, una lega di rame (90%) e stagno (10%) in proporzioni variabili che fonde tra gli 880° e i 1020°C. Si tratta di un materiale molto resistente alla corrosione e facilmente lavorabile (si può infatti laminare, estrudere, forgiare, stampare, trafilare) il che lo ha reso adatto ad un grande utilizzo nel corso dei secoli. Venne usato fin dall’età del bronzo per la creazione di utensili più leggeri e resistenti della pietra, in età etrusca, greca e romana per la realizzazione di statue, monete…
