Bo [n.m.] bosco, in patois di Brusson.
Bo [n.m.] bosco, in patois di Brusson.
Bo è il bosco, non è un’ espressione accompagnata dalle spalle che si alzano.
Siamo abbastanza abituati a vedere il bosco fuori dalle nostre finestre, che sia di latifoglie a quote più basse oppure di conifere, più in alto.
Un piccolo mondo a parte, abitato da tante specie selvatiche che con gli anni abbiamo imparato a conoscere. Seduti su di masso, cercando di indovinare il nome dell’essenza giusta o aspettando in silenzio il passaggio di un animale selvatico.
Non è sempre facile la convivenza con il bosco, che se lasciato a sé stesso ha la brutta abitudine di riappropriarsi dei pascoli e dei campi, rendendo vani anni e anni di lavoro. Ma nonostante questo, in montagna si ha sempre avuto un gran rispetto di lui, quel tipo di rispetto che si ha per le cose importanti, di valore.
Forse perché per secoli è stato una preziosa fonte di materie prime o forse invece è quel tipo di rispetto che si prova nei confronti di un vecchio saggio.
Perché in fondo il bosco c’è sempre stato e ha visto tutto. Testimone del tempo che passa, dei giochi dei bambini, delle signore che raccoglievano “bròtin” per accendere la stufa, delle mandrie al pascolo, degli uomini che tagliavano legna…

Questo invece è il sito ufficiale del patois, il dialetto della Valle d’Aosta.
