Fuèc [n.m.] fuoco nel patois di Brusson.

Fuèc [n.m.] fuoco, patois di Brusson.

Lo scoppiettare della legna nella stufa, le mani allungate in cerca di calore, le danze delle fiamme…

Fuèc è fuoco.

Tanto pericoloso quanto prezioso, da sempre nelle case della gente di montagna che lo veglia, lo attizza, lo teme e lo venera.

Fuèc. Il cuore della casa. Il luogo in cui riunirsi tutti insieme ognuno con le proprie occupazioni, dove cucinare, dove scaldarsi e dove mettere ad asciugare i vestiti bagnati, oppure ancora il posto dove trovarsi per scambiare quattro chiacchiere davanti a un bicchiere di vino.

Nonna dice sempre che nessun calore è uguale a quello che emana la stufa a legna, che avvolge, riscalda e cura.

E anche se io stessa ora ho una stufa in casa, la mia mente torna ai pomeriggi di pioggia su alla loro baita, al profumo dei brotìn di brénga che bruciavano mentre noi facevamo merenda appena più in là, sul tavolo, con tè, pane, burro e marmellata.

E questo gesto stesso dé fére fuèc (fare fuoco) che diventa gesto d’amore, tenere al caldo chi si ama, accendere il fuoco per qualcuno che sta rientrando…


Questo invece è il sito ufficiale del patois, il dialetto della Valle d’Aosta.

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