
COSA FARE
DI DOMENICHE IN RIFUGIO.
RIFUGISTA EDITION.
Di Domeniche in rifugio – rifugista Edition
Cosa succede quando gli alpinisti, i merenderos e i trekkers si ritrovano tutti assieme appassionatamente in uno stesso luogo? C’est le bordel. Non serve sapere il francese per capire che sì, se ne vedono delle belle!
Non a caso la Domenica in rifugio è un giorno a parte, soprattutto se il rifugio in questione è il Vittorio Emanuele.
Ma andiamo per ordine.
Ore 12.00 (ok, siamo sinceri, 12 meno qualcosa).
Seduti ad un tavolo in terrazza (sempre che ne sia rimasto uno libero), ci prendiamo due raggi di sole prima del servizio, sorseggiando un buon caffè e guardandoci attorno. No, non neghiamo che ci piace studiare i volti che ci circondano.
Insomma, c’è un po’ di tutto.
Da dietro il rifugio fanno capolino i primi alpinisti, di ritorno dal Gran Paradiso, con il loro passo pesante, stanco e soddisfatto. Si fermano proprio davanti a noi per battersi il cinque e per levarsi di dosso gli zaini pesanti.
Poco più in là altri due gruppi, credo di tedeschi, anche loro di ritorno dalle terre alte sono già passati ai festeggiamenti, a suon di Moretti, da 66 ovviamente.
Qua e là spuntano gruppetti di persone che hanno deciso di sfruttare la bella giornata per farsi un giretto in compagnia. Coppiette, amici, famigliole… eccoli felici e sorridenti mentre si scattano la foto di rito davanti al cartello all’entrata.
Poi ecco qualche personaggio in cerca di un nuovo record. Li si vede arrivare di corsa lungo l’ultimo tratto di sentiero, in pantaloncini, maglietta e poco più. Loro non sorridono ancora, la loro felicità infatti dipende dal numero che leggeranno tra un attimo sul loro Garmin di ultimissima generazione.
A bordo lago un gruppetto di bambini corre e gioca, chissà se qualcuno di loro avrà il coraggio di fare il bagno, le mamme invece si stanno sistemando sulle rocce a prendere il sole, in stile lucertola. Ah, Moncorvé beach.
Mi immagino chi invece è già davanti al bancone impaziente di ordinare la sua bella polente e incurante del cartello gigante che, in modo gentile, ricorda ai nostri ospiti che dalle 11 alle 12 anche lo staff ha diritto a un piatto caldo e un caffè.
Ah beh, certo, da qui non si vedono, ma da qualche parte ci son quelli che ancora stanno sudando per guadagnarsela, la polenta.
E poi ci siamo noi, ad osservare il tutto con l’aria non troppo convinta.
Sopravvivremo anche oggi.
