Valle d'Aosta e Sardegna. Così diverse, così uguali.

COSA FARE

VALLE D’AOSTA E SARDEGNA

COSÌ DIVERSE,

COSÌ UGUALI.

Valle d’Aosta e Sardegna. Così diverse, così uguali.

Sono due terre lontane la Sardegna e la Valle d’Aosta. Lontane e profondamente diverse, per molti versi quasi agli antipodi.

Nord, Sud.

Montagna, Mare.

Eppure, per qualche strano motivo mi sono sentita a casa su quest’isola, dal primo istante in cui ci ho messo piede. Forse è questione di feeling, di quel famoso “colpo di fulmine” o di vibrazioni sulle stesse onde. Forse invece è perché, a ben guardare, queste due regioni sono più simili di quanto si possa pensare.

Il territorio, ad esempio. Selvatico e a tratti impervio, quasi inospitale. Secchi pascoli dell’entroterra o vallate dalle alte pareti scoscese. Un territorio difficile insomma, ma che non smette mai di regalare viste mozzafiato.

E i confini, poco importa che siano d’acqua o di roccia. Quei confini che hanno raccolto e protetto per secoli la vita quotidiana e lo scorrere del tempo. Gli stessi confini che ci rendono tutti apparentemente molto chiusi, riservati e attaccati alle tradizioni. Un muro invisibile che però si fa presto a sfondare e che nasconde un cuore grande.

La semplicità, probabilmente dovuta alla povertà di queste terre, dove per secoli si è campato di agricoltura. Cibi e modi di fare senza fronzoli, ma genuini e veri. E poi formaggi, carni e prodotti della terra.

E per ultimo, non tralascerei il metodo di fruizione di queste terre che con l’arrivo del turismo di massa si sono abituate ad accogliere ondate di turisti concentrate in qualche periodo dell’anno e ad alternare momenti in cui non si riesce a trovare un parcheggio con mesi morti, durante i quali capita di non vedere nessuno per giorni. Alberghi, ristoranti, resort che sono spuntati come funghi e gli abitanti locali che poco a poco hanno iniziato ad adattarsi allo stile di vita dello “straniero” e dei suoi soldi.

Siamo lontani, è vero, ma a conti fatti non siamo poi così diversi.

Ed è per questo che mi sento accolta quaggiù.


Puoi leggere il racconto della mia prima settimana sarda qui.

Qui invece puoi scoprire qualcosa in più sulla vita in furgone.

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