
COSA FARE
VIAGGIO NEL
CUORE DELLA
MAREMMA.
Non c’è affatto da stupirsi, tutti sappiamo che Giulia ha sempre sognato la Maremma e i suoi cavalli. Infatti, non mi sono mica stupita quando ho letto il suo messaggio, anzi ho sorriso. Andiamo qualche giorno in vacanza a maggio quando scendi? Cosa ne dici di Alberese? Era una sera di Aprile, io stavo su in rifugio e avevo appena finito di lavorare. Da lì in poi c’è stato solo un susseguirsi di messaggi e informazioni campate qua e là dai quali ne siamo uscite con ben due certezze:
1. si parte lunedì
2. martedì si va a cavallo.
Non è mica poco, soprattutto quando si organizza un viaggio con me.
Viaggio nel cuore della Maremma.
Lunedì
La sveglia suona alle 6 ma io me la prendo con calma. Iniziamo bene. D’altra parte sono scesa ieri pomeriggio dal rifugio, ci sta che io abbia voglia di dormire ancora un po’. Per fortuna abbiamo tutto preparato prima e ho lasciato a Giulia una lista delle ultime cose da fare in mia assenza: riempire le taniche dell’acqua, caricare le batterie… Lei a sua volta mi ha ricordato di portare i vestiti adatti per andare a cavallo.
E le calze lunghe “che altrimenti i moscerini ti pungono”.
Come ogni avventura che si rispetti, anche questa inizia a Verrès, davanti a un cappuccino e un croissant al pistacchio. Poi si può pensare di prendere l’autostrada.
La meta di oggi è Pian d’Alma, la piana tra Punta Ala e Follonica dove per anni siamo andate al mare da piccole. A ben guardare il camper c’è ancora, soltanto un po’ più piccolo e un po’ più “fai da te”. Mamma e papà li abbiamo lasciati a casa, però.
Gli obiettivi di oggi? Arrivarci senza navigatore e spiaggiarci al mare.
Incognite? La météo.
Con grande soddisfazione dopo circa 5 orette e mezza eccoci parcheggiare senza troppi intoppi in un piazzale sterrato alla partenza del sentiero che porta a Cala Violina.
La prima cosa che notiamo è il verde. Intenso, onnipresente, interrotto solo dal rosso dei papaveri e dal giallo dei fiori. E’ ben diverso dalla Maremma che ci ricordavamo, bruciata dal sole di Agosto.
Dopo una breve passeggiata nel bosco arriviamo in spiaggia. Giusto il tempo di scaldare un attimo la pelle e buttarci in acqua che il cielo si copre e il vento inizia a tirare forte. Ottimo.
Torniamo al parcheggio, dove tira un po’ meno vento. Apriamo una birretta e prepariamo cena. Alla fine riusciamo pure a beccarci un tramonto sui campi… prima di essere costrette a barricarci in furgone per non farci mangiare dalle zanzare.




Martedì
Oggi si va a cavallo!! Ci svegliamo con il rumore della pioggia sulla lamiera del tetto. Ma buongiorno!
Facciamo in tempo a fare colazione, prepararci e guidare fino ad Alberese, la nostra base per i prossimi giorni, prima di ricevere la chiamata del maneggio che posticipa l’escursione.
Com’era quella cosa delle certezze?
Occupiamo la mattinata con un primo breve trekking nel parco della Maremma, con la speranza che nel pomeriggio il cielo si apra un po’. Credo proprio di aver fatto pena alla signora che ci ha venduto i biglietti, infatti ci ha fatto uno piccolo sconto.
Anche sotto la pioggia il posto è proprio bello.
Passiamo anche qualche volta davanti all’azienda dei butteri, i tipici pastori a della Maremma, per vedere i cavalli e qualche vacca.
Quando però il nostro appuntamento viene annullato definitivamente, il morale casca a picco.
Ma possibile che abbiamo sempre tutta questa sfiga?
Dopo esserci crogiolate nel malumore per qualche ora decidiamo che forse è il caso di dare una svolta alla giornata… Così andiamo al bar di paese a fare aperitivo. Il buonumore ci torna anche solo per tutti i sorrisi genuini e i saluti che riceviamo dai vecchietti lungo la strada. Per di più, anche il signore del bar ci vizia con due ottimi spritz e tanti stuzzichini.
Insomma, alla fine non abbiamo nemmeno avuto bisogno di pensare alla cena.




Mercoledì
Pare che il tempo regga, oggi. Bisogna approfittarne! Facciamo colazione e andiamo subito a noleggiare delle biciclette per fare un bel giro nel parco. Come ogni altra volta in cui noleggiamo delle bici, ci vengono date due grazielle che boh, speriamo ci portino a destinazione. Ridiamo e partiamo all’avventura.
Il sentiero che percorriamo nel parco porta al mare passando prima in mezzo ai pascoli, poi nel bosco e in un grande uliveto. Che varietà di paesaggi, questa Maremma!
Nel parco si è obbligati a seguire un determinato percorso, questo a scanso equivoci è per lo più asfaltato, così di sicuro non ci si sbaglia.
Dopo aver sorpassato una coppia di tedeschi rimaniamo sole. Pedalata dopo pedalata ci riempiamo gli occhi di bellezza e riusciamo pure a vedere qualche animale selvatico. A tratti esce anche un po’ di sole.
Passiamo un’oretta alla spiaggia di Collelungo. Fa troppo freddo per fare il bagno, ma è così bello godersi il mare in santa pace. Ci bagniamo solo i piedi e andiamo a caccia di conchiglie prima di ripartire. Da qui in poi il sentiero rimane nella pineta a bordo spiaggia fino ad Alberese Marina, dove c’è un punto ristoro raggiungibile in macchina.
Ritorniamo in paese percorrendo una ciclabile che costeggia i pascoli. Stiamo pedalando quando notiamo una mandria dirigersi verso la nostra direzione, dove ci sono anche gli abbeveratoi. Ci fermiamo a guardare.
Momento – Capita a volte di vivere un momento. Un attimo sospeso nel tempo in cui si è nel posto giusto al momento giusto.
Ecco, questo lo è stato. Vacche, vitelli e cavalli che, incuranti della nostra presenza, bevono, giocano e saltano per poi tornare a pascolare.
Sembra di essere nel bel mezzo di un film del Far West, e invece siamo “solo” in Maremma. Una luce calda e il cielo nero all’orizzonte che fa da contrasto.
Proprio quelle nuvole ci smuovono e ci invitano a modo loro a tornare al furgone con una certa fretta. Infatti facciamo giusto in tempo a fermarci – di nuovo– davanti all’azienda dei butteri, a tornare al noleggio e a entrare in furgone prima di beccarci un temporale con i fiocchi. Breve, ma potente.
Quando smette, Giulia mi da una spuntatina ai capelli, in modalità parrucchiera zingara, poi ci prepariamo per andare a cena. Il ristorante che abbiamo adocchiato è chiuso, così come tutti gli altri a cui passiamo davanti. La solita fortuna.
Ripieghiamo sulla gastronomia, almeno lei ha l’insegna accesa. Usciamo dal negozio con una bella dose di ragù di cinghiale, delle alici sotto pesto e dei dolcetti che prendevamo sempre da piccole.
Torniamo al furgone e cuciniamo una bella pasta. Anche oggi la serata è stata salvata.
Mentre ce la raccontiamo scende la sera e con lei iniziano ad apparire qua e là tante piccole lucciole. Era da una vita che non ne vedevamo.






Giovedì
Abbiamo sentito la signora del maneggio. Oggi è il giorno buono. E se così non dovesse essere, basta, torniamo a casa.
Arriviamo all’agriturismo che le ragazze stanno preparando i cavalli. Sono due maremmani belli alti, almeno per me che di cavalli non è che me ne intendo. Infatti per montare in sella salgo prima su un muretto.
Ok. Fin qui ci siamo. La signora ci fa due domande e ci da due dritte, io cerco conforto nello sguardo di mia sorella ma finisco per trovarci due occhi che sprizzano felicità. Allora sono subito felice anche io, pur non sapendo bene cosa fare.
Partiamo in passeggiata, Giada (la ragazza che ci accompagna) in testa, poi io e Giulia dietro. Almeno mi controllano.
Costeggiamo prima gli argini del fiume Ombrone e poi alcune campi e pascoli, mentre Giada ci racconta della sua Maremma, dando risposta a tutte le domande che ci siamo poste in questi giorni.
Poi entriamo in uno dei pascoli delle vacche. Ad accoglierci c’è un toro non troppo entusiasta della nostra presenza. Continua a muggire e a tenerci sotto controllo, così noi facciamo il giro largo. L’ultima cosa che voglio è dover scappare da un toro incazzato.
Abbiamo la fortuna di incontrare – e salutare – un buttero che passava di lì per controllare le bestie. E’ bello vederlo cavalcare, un tutt’uno con il cavallo.
Tornando indietro inizio ad avere un po’ male al didietro. Le selle che usano qui in Maremma sono super comode, ma l’equitazione non è il mio sport. Anche il mio fido destriero sembra accusare un po’ la gita. Mi aspetto che da un momento all’altro si butti a terra per scioperare, tanto il suo passo è lento (il povero cavalo di mia sorella ha perso la pazienza a stargli dietro). Per fortuna non lo fa e riusciamo a tornare in maneggio, passo dopo passo.
Ecco. Ora possiamo partire. Abbiamo fatto ciò che dovevamo fare. Siamo super felici.
Un ultimo sguardo alla meteo per essere sicure che nemmeno domani potremo andare al mare, poi ci beviamo un ultimo caffè al nostro nuovo bar preferito e ci mettiamo in viaggio verso casa. Qualche ora dopo, stiamo entrando in Liguria quando mi viene un’illuminazione. La focaccia di Recco.
Maaaaaa e se facessimo una deviazione?
E quindi eccoci a Recco. Troviamo uno spot per la notte in una viuzza a picco sul mare. Niente male, anche se il posto è così diverso da dov’eravamo fino a qualche ora fa che un po’ ci scombussola. Macchine, persone, case arroccate una sopra l’altra. Una squadra di pallanuoto che si allena in una piscina a bordo mare. Eh sì, siamo proprio in Liguria.
Andiamo alla ricerca di una pizzeria per cenare e finiamo col trovare anche un bar dal mood surfista e dalla birra artigianale. Già, solo ora ricordo che qui si surfa (nonostante oggi il mare sia piatto).






Venerdì
Dal rumore sembra pioggia. Non è difficile capirlo quando si dorme in una scatola di latta. Non c’è nemmeno bisogno di aprire il portellone.
Ci mettiamo il cuore in pace e andiamo alla ricerca di un bar per fare una luunga colazione. Ce la prendiamo con comodo perché tanto oggi in Valle passa il giro d’Italia e le strade sono chiuse fino a mezzogiorno.
Facciamo scorta di focaccia e poi prendiamo la via di casa.
Piove a dirotto lungo tutto il tragitto, bisognava pur concludere in bellezza no?
Ci giunge voce che il giro è stato cancellato per il maltempo. Poco male (almeno per noi), così riusciamo a filare dritte a casa senza doverci fermare ad aspettare.
Qui finisce il primo episodio de Le (dis)avventure delle sorelle Dondeynaz,
se vi va di leggere una guida più seria sulle bellezze della Maremma, beh la trovate qui!
