Pra [n.m.] prato nel patois di Brusson.

Pra [n.m.] prato nel patois di Brusson.

“Prato, quella cosa verde che fa da contorno alle nostre vallate e ai sentieri delle nostre gite. Il luogo dove sedersi per un picnic “.

Prato, pascolo, campo… Massì, che differenza fa?
Ne fa, di differenza. E anche tanta.

Prato. Distesa (più o meno grande) di erbe spontanee.
Pascolo. Prato riservato alla diretta alimentazione del bestiame.
Campo. Distesa di specie coltivate dall’uomo a scopo agricolo.

Ancora oggi quassù li si chiama per nome. Pacotin, Lai, Serveuille, Frache…
Ogni appezzamento, anche il più piccolo, ha il suo, perché le cose importanti hanno bisogno di nome, o forse semplicemente per comodità di comprensione. Per capirsi.

Perché, soprattutto una volta ci passava del tempo nei prati.
In primavera li si puliva per bene, sia per consentire all’erba di crescere bene che per tenere indietro l’avanzare del bosco. Poi, in base al prato lo si pascolava o si aspettava giugno per sfalciarlo e fare i fieni.

Li si trattava con cura perché erano un bene prezioso per le famiglie. (Per questo ci arrabbiamo quando becchiamo i turisti correre nell’erba alta 😂).


Questo invece è il sito ufficiale del patois, il dialetto della Valle d’Aosta.

Articoli simili

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *