Trassa [n.f.] traccia nel patois di Brusson.
Trassa [n.f.] traccia nel patois di Brusson.
Ho sempre associato la parola “traccia” alle impronte degli animaletti che gironzolavano attorno a casa, quelle che mi divertivo a cercare e riconoscere.
“L’èi vu eunna trassa dou gorpeuil”.
Al massimo qualche volta mamma mi rimproverava di lasciare una trassa quando passavo, perché lasciavo le mie cose sparse in giro per casa (cosa che faccio ancora oggi, ovviamente).
Non ho mai pensato al fatto che tutti lasciamo una traccia del nostro passaggio.
Inevitabilmente.
In senso buono e cattivo.
“Qualsiasi segno lasciato da un corpo e che costituisca indizio manifesto del suo passaggio”, dice treccani.
Ed è proprio così: lasciamo una traccia nelle persone che conosciamo, nella neve quando alla mattina partiamo dal rifugio, nelle situazioni che viviamo.
E poi le incrociamo tra di loro, queste tracce. A volte le seguiamo, altre le attraversiamo. Ci fidiamo di tracce non nostre solo perché più facili da percorrere e alle volte facciamo pure bene.
Solo a volte, però. Spesso e volentieri è meglio mettersi di buona voglia e tracciare.

Questo invece è il sito ufficiale del patois, il dialetto della Valle d’Aosta.
