
COSA FARE
QUESTO RIFUGIO
NON È UN ALBERGO.
CRONACHE DAL RIFUGIO.
Questo rifugio non è un albergo, altrimenti si chiamerebbe albergo, appunto.
Questa non è una struttura in cui passare le vacanze ma un porto che accoglie chi passa da queste parti.
Ed è proprio per questo che si commette un errore aspettandosi altro quando si varca la soglia d’ingresso.
Questo è solo un rifugio.
Un posto semplice e senza troppe pretese, dove troverete birra per dissetarvi, un buon caffè e il minestrone sempre sul fuoco.
Non aspettatevi menù complessi ed elaborati, camere all’avanguardia, una lista infinita di cocktail per fare aperitivo e la connessione wifi. C’è acqua potabile e perfino la possibilità di farsi la doccia. Non è roba da poco, anche se la doccia è una sola.
Aspettatevi piuttosto una bella porzione abbondante di pasta, dei tavoloni con vecchie sedie un po’ consumate, chiacchiere e risate con un bel bicchiere di vino in mano (di quelli piccoli in vetro indistruttibili, presente?) e nuove conoscenze.
Tenete a mente di come tutte le provviste arrivano quassù prima di storcere il naso per un prezzo un poco più alto del solito e abituatevi a portare con voi dei contanti perché la connessione potrebbe saltare da un momento all’altro.
Osservate i rifugisti aggirarsi per le stanze, chiedete loro tutte le informazioni che volete, scambiatevi storie davanti ad una grappetta la sera ma ricordatevi di avere rispetto per il loro lavoro, perché in quella semplicità di vivere loro ci mettono amore.
Concedete loro di finire di mangiare pranzo quando alle 11.30 arrivate in rifugio e li trovate riuniti attorno al tavolo. A voi potrà sembrare strano ma quello è uno dei pochi momenti di pausa in cui ci si trova tutti assieme. Aspettare 10 minuti godendovi il paesaggio non svolterà la vostra giornata, ma farà di voi persone rispettose.
Proprio perché questo rifugio non è un albergo non costa nulla regalare qualche gesto gentile a chi è lì pronto ad accogliervi 24 ore al giorno. Impilare i piatti per passarli al cameriere, gettare una lattina nel bidone al posto di riportarla al bar o piegare le coperte quando ci si alza la mattina.
Sono proprio questi infatti i piccoli gesti che rendono questo luogo speciale, vero e senza tempo. Diverso da tutte le altre strutture.
Sì, questo è un rifugio, non un albergo.
Qui puoi leggere altre pagine del diario “Vita in rifugio”.
