
COSA FARE
VITA IN FURGONE
FAQ.
Vita in furgone – FAQ. Ma com’è questa vanlife? Come fai a vivere in un fugone? Ma poi perché? E come ti lavi?
Da un mese a questa parte, ovvero da quando sono a spasso per la Sardegna con il furgone ricevo ogni giorno almeno una domanda su questo stile di vita. Che la vanlife stia diventando di gran moda e super mainstream, è poco ma certo, ma la curiosità resta comunque tanta da quanto mi sembra di capire. Quindi, cari amici, parenti preoccupati per la mia sanità mentale e conoscenti… Ecco qui:
VANLIFE FAQ: le risposte alle domande più frequenti sulla vita in furgone.
1. Dove dormi la notte?
Nel mio lettino sotto il piumone.
Scherzi a parte, di solito do prima un’occhiata all’App “Parking 4night” e poi vado a vedere di persona, possibilmente prima di notte. Se il posto non mi ispira, metto in moto e ne cerco un altro.
Meglio ancora se qualche amico ti suggerisce un posto, passaparola is always the best!
TIPS E INFO UTILI:
- Di base il campeggio libero in Italia è illegale ma di solito nessuno ti rompe le scatole se ti parcheggi per la notte, almeno adesso fuori stagione.
- Non è buona norma trasformare la tua sosta in un campeggio, con tavoli, verande, barbecue, libri, auto, viaggi, fogli di giornale. Magari in quel caso vengono a dirti qualcosa.
- Preferire posti isolati? Con altri camper? Nei grandi piazzali? Questo dipende. Potendo scegliere io preferisco 100 volte passare una notte con i cinghiali che in un parcheggio di un supermercato. Ma si fa come si può (e come ci si sente).
- Ah, se evitate di parcheggiare sulle dune di un’area marina protetta è più probabile che non arrivino le guardie forestali a mandarvi via la mattina (nessun particolare riferimento a fatti realmente accaduti).
2. Cosa mangi?
Cucino come a casa, ma cose semplici, visto che la mia cucina ha solo (o diciamo ha ben) un fuoco a disposizione. Ma con pazienza e un po’ di ingegno si prepara tutto, dal risotto ai pancakes (e taanta verdura ovvio).
TIPS:
- Non avendo il frigo mangio le cose fresche subito dopo averle comprate o massimo la mattina dopo. Ora, non so se questo vale anche in piena estate a 35°.
- Latte? Ho trovato quello di mandorla in polvere da Negozio Leggero.
- La vera rivoluzione è il cibo sfuso e secco, così da comprare quasi solo frutta e verdura di giorno in giorno. Alcune cose belle sono il mix per vegburger, i bocconcini di soia sempre di Negozio Leggero o il tofu di Koro, che si conserva a temperatura ambiente. E poi valigie di legumi in scatola. Segnate, segnate tutto.
3. Hai acqua sul furgone? Dove la prendi?
Brevemente… Ho tre taniche da 10l (più la doccia di altri 10l) che riempio all’occorrenza nelle varie fontanelle che trovo cercando di fare scorta se prevedo di restare qualche giorno in posti fuori mano.
Per comodità ho un piccolo rubinetto con una piccola pompetta per lavare i piatti e cucinare, le acque grigie cadono in un boccione da svuotare di tanto in tanto (usando solo sapone di Marsiglia biodegradabile dove non è un gran problema).
4. Come fai quando piove?
La vita in furgone è un continuo adattarsi alle situazioni. Quando piove ci sono vari piani da mettere prontamente in atto:
- Piano A. Se sei in un posto civilizzato prendo il pc e me ne vado a lavorare in un bar, o a fare un giro in paese.
- Piano B. Se sono in culo ai lupi, come probabile, mi armo di pazienza e mi rintano sotto le coperte con un libro e vado avanti di minestre e tè finché non smette. (Il pc in questo caso è offlimit che sennò finisco le risorse energetiche in cinque secondi).
- Piano C. Se un amico ti offre asilo, accettalo senza esitare.
5. Ecco, come ricarichi telefono e PC?
Ho comprato una batteria esterna che si può ricaricare mentre si viaggia, con i pannelli solari o con una normalissima presa di casa (degli amici, a scrocco). Una specie di grande power bank. Ci ricarico tranquillamente le varie strumentazioni tecnologiche, la luce e la pompetta del rubinetto.
Quando fa bello, la mattina mentre faccio colazione e mi alleno tiro fuori i pannelli, li oriento e li inclino alla meglio e aspetto la full charge.
6. Come fai a farti la doccia?
Possiedo una comunissima doccia da campeggio che quando mi ricordo metto a scaldare sul tetto del furgone un po’ prima di lavarmi.
Sì, mi lavo fuori dal furgone, tanto sono sempre in posti fuori mano, all’occorrenza però ho anche una tenda da poter montare.
Uso shampoo e sapone solidi e compostabili, così non inquino ogni posto che visito.
TIPS:
- Lavarsi al sole è decisamente meglio che aspettare sera.
- Ricordarsi di ritirare la doccia una volta finita può essere una buona idea per non perderla per strada (tratto da esperienza personale).
7. Ma non ti senti sola?
Dovrei? Cioè nessuno mi ha obbligata a partirmene per i fatti miei. E poi credo faccia bene imparare a stare in compagnia di sé stessi in un mondo che ci vuole sempre tutti connessi 24/7. Per non parlare del fatto che viaggiare soli ti porta inevitabilmente ad aprirti verso il mondo (e quindi a farti un saaaacco di nuovi amici ovunque tu vada).
Se uniamo un po’ questi due fattori al fatto di avere già tanti amici in terra Sarda, possiamo dire che no, non mi sento sola.
8. E se ti scappa la cacca?
La maggior parte delle volte sono in mezzo alla natura e il problema non si pone. Se sono in un paese ci sono i bar. Nei rari casi in cui capito in mezzo a delle persone ma senza posti in cui nascondersi ho adottato un metodo di emergenza: una specie di vasino con i sacchetti per i cani biodegradabili (per fortuna questa è proprio l’ultimissima spiaggia, ma bisogna essere pronti a tutto).
9. Come fai a lavorare?
Sono un’artigiana. Per creare i miei gioielli mi basta un tavolo (quello del furgone va benissimo) e i miei attrezzi. Per rifinire i pezzi invece ho ingegnato un sostegno per lo stozzo che sporge dal pavimento verso l’esterno, così io lavoro da fuori seduta su una sedia. Davanti al portellone per intenderci.
Per il lavoro al PC, zero problemi con il bel tempo mentre me ne vado in un bar se decide di piovere per cento giorni di fila. Se mi trovo in un posto dove non c’è rete ma devo pubblicare qualcosa, mi sposto un attimo.
Detto questo, lavorare sul furgone o a casa non cambia molto.
10. Non hai mai paura?
No. Nessuno mi obbliga a stare in un posto in particolare, se l’aria che tira non mi piace me ne vado via. In generale però i posti in cui vado sono frequentati da persone come me (come direbbero a casa, i miei simili in Birkenstock e pantaloni da arrampicata) e per fortuna capita molto più spesso di trovare nuovi amici che di avere problemi. In generale poi, se uno non le cerca, le grane, allora non le trova. Almeno a parer mio.
Ah no. Aspettate. Qui devo raccontarvi di quella volta che sono rimasta sveglia quasi tutta la notte perché sentivo dei rumorini sospetti attorno al van. Abbastanza improbabile che fosse un essere umano ho dato la colpa a qualche cinghiale per poi scoprire la mattina dopo che era la doccetta che penzolava dal tetto sbatacchiando al vento. Genio!
Eh sì, la vanlife è proprio una vita di sacrifici.
Non ci credete? Andate a leggere i racconti della mia prima settimana in terra sarda. Basta cliccare qui.
