
COSA FARE
SLOW LIVING –
COME COSTRUIRE IL PROPRIO
SLOW MANIFESTO.
Mi sono imbattuta per la prima volta nel termine slow living e in tutta la sua tipica atmosfera cozy e color pastello durante la prima quarantena, quando ero rinchiusa nel mio bel appartamento a Roma.
Ho iniziato a leggere e interessarmi della cosa, complice il fatto di avere un sacco di tempo da far passare. Una volta a casa però mi sono resa conto che applicare le nozioni imparate alla mia vita “vera” non è così facile. Anzi.
Ma facciamo un passo indietro.
Cos’è lo slow living.
Lo slow living è una filosofia di vita che nasce nell’800 dal movimento slow food, che immagino conosciate tutti.
L’idea alla base è quella di vivere in un modo più lento e consapevole, strappando la nostra vita alla frenesia tipica dei nostri tempi, risintonizzandosi con i ritmi naturali e smettere di vivere subendo passivamente gli schemi imposti dalla società.
Rallentare, vivere nel qui e ora, prestare attenzione al presente, alle piccole cose e a ciò che conta per davvero.
Stereotipi dello slow living
E fin qui tutto bello, direte voi. Soprattutto perché sono un’abbraccia alberi già di mio.
Ma no, il fatto è che tutto questo viene spesso e volentieri servito con una buona dose di colori pastello, atmosfere da casetta in campagna, yoga leggero, pomeriggi di ozio, libri sotto le coperte e cose simili… Per carità, nulla male eh, ma molto lontana dalla mia quotidianità fatta di colori sgargianti. E questo mi ha messo parecchio in crisi. Da una parte una filosofia che mi attira ma alla quale sembro non appartenere, dall’altra una vita in un contesto in cui rallentare è vista una cosa da molloni.
Le due cose si escludono?
Slow living – Come costruire il proprio slow manifesto
La svolta

Una mattina, mentre guidavo verso una falesia mi sono imbattuta casualmente nel podcast “Quiet Matters” di Jo Dymock il cui primo episodio racconta proprio delle mille diverse sfaccettature che uno può dare a questa parola/stile di vita.
Inutile dirlo, la svolta.
Come creare il proprio SLOW MANIFESTO
Jo proponeva di partire creando il proprio Slow manifesto sulla base di quelli che sono i nostri valori.
- Cos’è davvero importante/essenziale per noi?
- Da dove vogliamo partire per costruire la nostra slow life?
- Su cosa vorremmo focalizzarci ?
- Rispondi a queste domande e individua i tuoi 5 pilastri.
NB Siamo tutti così diversi che è del tutto normali che i nostri manifesti escano fuori molto diversi gli uni dagli altri.
Il mio manifesto SLOW

Avventura, che racchiude tutte le attività outdoor assieme allo stare fuori, al bisogno di scoperta e di adrenalina.
Ambiente, la sostenibilità e tutto a lei connesso, l’alimentazione plant based, l’attenzione alla causa ambientale.
Connessione, la mia parte un po’ bohémienne. L’essere connessa con il qui e ora, con le persone, l’ambiente circostante, le montagne, la roccia. Muovermi per e stessa e non per inseguire o accontentare gli altri. La calma. Avere i piedi per terra e la mente tra le nuvole.
Semplicità, ovvero le cose essenziali, che contano, lasciando stare il superfluo. Il minimalismo.
Stagioni, inteso come accettare, amare ogni momento, accordandomi a esso e seguendo il flow. Essere parte della stagione che è un po’ essere parte della natura. Niente di troppo bohémien qui, se ci pensate bene è ciò che hanno sempre fatto i nostri vecchi montanari.
Come riassumerei il tutto? Slow but adventurous, che guarda a caso è proprio il motto che ho scelto per Martinà à la montagne.
Avete notato come tutti questi punti sono interconnessi tra di loro? Questa è forse la parte più intrigante della questione, perché nella vita nulla è o bianco o nero. Lo slow living insegna anche questo.
Se avete trovato interessante questo articolo vi invito ad ascoltare la puntata originale del podcast (che però è in inglese) e di visitare il blog di Jo, anche solo per leggere il suo di manifesto, che è totalmente diverso dal mio.
Vi lascio tutto qui sotto!
